come scegliere un cane da adottare

Come scegliere un cane da adottare in modo consapevole

Come scegliere il cane da adottare?

E’ una domanda che, prima di decidere di adottare un amico a quattro zampe bisognerebbe farsi. Dare una risposta non è semplice perché si tratta di un argomento che fatica ad essere compreso. 

Per prima cosa è fondamentale capire che gli animali vanno scelti con criterio: ogni cane ha le sue attitudini e la propria personalità.

In particolare, i soggetti dei canili hanno spesso alle spalle una storia ed è importante capirla per fare un’adozione consapevole. 

Chi porta a casa un cane deve essere in sicurezza, ma allo stesso tempo i nostri amici pelosi hanno il diritto di vivere una vita serena e nel contesto ideale per loro.
Per rispettare queste due condizioni è molto importante che l’adozione sia fatta sotto la guida di personale qualificato che sia in grado di capire se la famiglia che ha scelto un cane sia adatta per lui.

Nell’affrontare questo argomento che, come detto, è molto complesso, ho deciso di concentrarmi sull’adozione in canile (ben diversa dall’acquisto presso un allevatore).

Il panorama italiano è sconfortante: il 90% circa delle persone che si porta a casa un cagnolino non ha la minima idea di cosa sta facendo.

Spesso si vede un appello sui social e si decide di prendere un cane: la persona che lo adotta vuole fare una buona azione, ma bisogna considerare che molto spesso gli appelli vengono fatti da persone che di cinofilia non capiscono nulla!

Nei canili dovrebbero esserci volontari formati per avere cognizione di cosa stanno facendo ma, purtroppo, in tanti casi non succede.

Quali canili prendere in considerazione per scegliere un cane da adottare?

I canili che funzionano meglio sono quelli che al loro interno hanno un educatore cinofilo e/o un comportamentalista: avere una persona che segue l’iter delle adozioni aiuta infatti il non rientro dei cagnolini in struttura.

Oggi, la maggior parte degli appelli che ci sono su Facebook arriva da zone dove la priorità è solo quella di far uscire gli ospiti dai canili e così, molto spesso, l’adozione si tramuta in una specie di incubo perché il proprietario non è stato preparato e si trova davanti a problematiche che non immaginava potessero esserci.

È un’esperienza che ho vissuto in prima persona: la mia prima cagnolina mi era stata descritta come sordo-cieca e invece ha una lesione cerebrale importante per la quale sporca regolarmente in casa.
Trovarsi con un cane disabile in casa senza saperlo non è una situazione semplice, soprattutto se affrontata senza la giusta consapevolezza. Fortunatamente, in questo momento, c’è la possibilità di essere seguiti da figure professionali che possono dare il giusto aiuto a chi adotta un cane.

Sono convinto che sia molto meglio non dover correre ai ripari ma fare da subito un inserimento corretto del cane in casa, soprattutto se arriva dal canile.

E allora, quando si decide di portare a casa un cane, la parola d’ordine deve essere consapevolezza.

Cosa fare se si decide di adottare un cane?

adottare cane pastore tedesco lupoide

adottare cane pastore tedesco lupoide

Cerchiamo di indicare alcune linee guida che possono essere utili:

  • chiedere dei video da mostrare al veterinario o all’educatore cinofilo per farsi un’idea di che cane è, così da poter capire se è un soggetto che possiamo gestire.
    In alternativa è utile andare in canile accompagnati da un istruttore che, vedendolo, ci possa dare indicazioni sulle attitudini del cane.
  • Se il cane è un cucciolo cerchiamo di capire che tipologia di meticcio potrebbe essere, per esempio un lupoide o un molossoide: se siamo una famiglia sportiva, a cui piace camminare, ecco che, per esempio, un cane di tipo lupoide potrebbe essere adatto, ma se siamo più sedentari allora non è l’ideale perché ha bisogno di fare tanto movimento.
  • Farsi un esame di coscienza: lo abbiamo scelto solo per l’estetica o si adatta al nostro stile di vita?
  • Non farti ingannare dalla taglia: anche i cagnolini piccoli possono aver bisogno di molto movimento ed avere caratteri molto tenaci.
  • Considerare che quando si porta a casa un cane esiste un periodo “finestra”, che può durare 2-3 settimane, in cui il soggetto entra in una modalità “basso profilo” nella quale non esprime il suo vero carattere.
    In questo periodo avere un professionista che ci aiuta sarebbe l’ideale perché il cane è molto più ricettivo per riscrivere le regole sociali.
    Si tratta quindi del momento migliore per operare una rieducazione utile a favorire il suo reinserimento nel nuovo contesto.
  • Evitare i paragoni con il precedente cane: nessun soggetto è uguale, ma ha il suo carattere e la sua individualità.
  • I cani sono in grado di superare le esperienze negativa: se cambiano ambiente e vengono trattati in modo diverso riescono a “resettare” ed avere una seconda chance.
    È vero che alcune esperienze influenzano l’esistenza del cane, ma lavorando con una persona che sa cosa sta facendo è possibile migliorare. Purtroppo, ci sono anche dei traumi così profondi e gravi da richiedere l’intervento di un veterinario comportamentalista, ma ci vuole tempo e pazienza per recuperare un cane.
  • Nel caso in cui a casa ci sia già un altro cagnolino l’ideale sarebbe farli incontrare prima in un terreno neutro.
  • Se il cane deve entrare in una casa dove ci sono persone affette da una patologia assicuratevi che il cane possa essere adatto a stare insieme alla persona malata.
  • Può essere utile andare a socializzare con il cane in struttura prima di adottarlo, magari facendolo sgambare.

Ricorda: è molto più facile aiutare una famiglia ad evitare gli errori piuttosto che correggere i risultati dei comportamenti sbagliati.

Un errore molto frequente è non dare regole al cane adottato: lui sa di essere entrato in un gruppo sociale e si aspetta di trovare delle regole.
Nella testa del cane ogni individuo ha un suo ruolo e, per questo, ci studia per capire dove inserirsi nel suo nuovo gruppo sociale.
Se non capisce i ruoli, il cane si sobbarcherà l’onere di fare le cose che non vede fare dagli umani e questo può portare a diverse problematiche.

Hai portato a casa il cane: quali i segni di disagio da tenere controllati?

Se dopo un mese a casa il cane continua a mostrare segni di diffidenza è bene fare attenzione ad eventuali segnali che ci manda come:

Sono tutti comportamenti che andrebbero fatti valutare da un esperto 

Adozione di un cane: l’approccio con i bambini

adottare cane in famiglia con bambini

adottare cane in famiglia con bambini

Per concludere, merita un veloce approfondimento il tema relativo a come approcciarsi coi bambini quando un cane entra in casa.
Bisogna educare i bambini, è una battuta, ma in realtà nemmeno troppo: in questi casi l’educatore e/o il volontario che seguono le adozioni dovrebbero conoscere i bimbi della famiglia adottante per associargli il cagnolino giusto. 

Bisogna inoltre spiegare bene ai bambini che il cane non è un giocattolo, ma un essere vivente.
Per farlo può essere utile portarli a degli open day nei rifugi o nei centri cinofili dove il bimbo viene inserito nella relazione con il cane imparando ad interagire in maniera corretta con lui (come accarezzarlo, come giocare, come farsi annusare ecc).

In ogni caso, anche se non sembrano esserci problemi, noi consigliamo di non lasciare mai soli i bambini con i cani.
Piuttosto, come educatori, insegniamo a leggere i segnali di stress nel cane quando un bambino si sta approcciando in modo non corretto proprio per evitare situazioni spiacevoli.

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silviacamnasiob@gmail.com

Medico Veterinario, si dedica alla divulgazione di buone pratiche cinofile, scrivendo testi medici comprensibili per tutti.