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Fobie e paure: come desensibilizzare il cane ai rumori forti, temporali, botti.

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Fobie e paure: come desensibilizzare il cane ai rumori forti, temporali, botti.

Temporali e rumori forti come i botti di capodanno sono un vero problema per alcuni cani, i quali si spaventano a tal punto da poter diventare pericolosi per se stessi o molesti.

Alcuni arrivano a urinare per emotività o ad automutilarsi per cercare di scappare.

Se nell’articolo precedente avevamo parlato di come non assecondare le piccole ansie dei nostri cani, in questo cercheremo di dare indicazioni utili per comprendere come effettuare un percorso riabilitativo nel cane con ansie più gravi, paure o fobie.

Prima di tutto però è doveroso comprendere di cosa si sta parlando.

Ansia, paura o fobia?

Per ansia nei cani si intende uno stato emotivo differente rispetto al sentimento ansiogeno dell’umano.

Il cane, predatore per natura, è sempre molto attento e allerta.

Se questo stato di attenzione diventa tanto forte da diventare ossessivo, ecco che può diventare ansia.

È ansioso il cane che, per eccesso di volontà di protezione del proprio territorio, marca continuamente ad ogni angolo (di casa o durante la passeggiata) o il cane che continua ad abbaiare per protezione ecc.

La Paura è una condizione per cui l’ansia si è cronicizzata.

In realtà la paura è un sentimento protettivo che induce il cane ad avere una allerta maggiore in quel momento per potersi difendere.

Se lo stimolo però è troppo forte per il soggetto in questione, oppure si prolunga per un tempo superiore alla sua capacità di sopportazione, ecco che l’ansia (cronica) si trasforma in paura.

Questo sentimento è comunque ancora controllabile se il soggetto riesce ancora a gestirsi e compensare il suo stato d’animo (magari rintanandosi da qualche parte).

La Fobia, invece, è una condizione in cui il cane non riesce più a controllare il  suo stato, diventando pericoloso per se stesso, ma potrebbe diventarlo anche per gli altri, potendo mostrare anche aggressività, sia con altri cani che, più spesso con gli umani.

Per poter correggere questi atteggiamenti è importante affidarsi a professionista, il quale ci aiuterà a riconoscere prima di tutto lo stato in cui si trova il cane, se ansia, paura o fobia, e poi il percorso più corretto da effettuarsi

Questo percorso viene chiamato “terapia riabilitativa” o meglio desensibilizzazione sistematica con controcondizionamento.

Desensibilizzazione sistematica e controcondizionamento

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di legge dell’azione/reazione e ti rimando alla sua lettura per meglio comprendere il meccanismo alla base di questo percorso.

Cerchiamo, per prima cosa di comprendere i significati dei termini utilizzati.

Desensibilizzare significa abbassare al reattività allo stimolo che provoca la reazione.

Sistematica sta a indicare che ci deve essere un metodo, un percorso a step da seguire in modo rigoroso.

Per controcondizionamento si intende un processo per cui si sovrappone allo stimolo che crea la condizione di disagio, uno stimolo che provochi nell’animale una reazione opposta.

Per fare questo, si dovrà individuare quale sia lo stimolo controcondizionante (lo stimolo che deve provocare la reazione positiva nel cane).

La reazione positiva che ci si deve aspettare andrà dalla indifferenza (non paura, non reazione) fino alla possibile gioia.

Come affrontare il percorso rieducativo

Primo step: individuare esattamente la fonte della paura

cane spaventato temporale botti

Cane spaventato dal rumore di temporale o botti

Spesso la paura è composta da più situazioni che in contemporanea creano il forte disagio.

Ad esempio: un rumore molto forte di una moto di grossa cilindrata può creare disagio perché il cane sente:

  • il rumore della moto
  • il movimento della moto
  • la vibrazione che provoca il rumore
  • la mole del guidatore (o il casco) ecc

I fuochi d’artificio possono provocare paura, ma che scatena maggiormente il panico può essere:

  • l’odore acre che si crea nell’aria a causa della polvere da sparo (che noi non sentiamo ma loro si)
  • i colori insoliti che si muovono nel cielo nero
  • il forte rumore e boato
  • l’eco del rumore ecc

Ogni cane ha percezioni e paure differenti, anche a seconda di esperienze passate (da loro o dalla madre), per cui ci possono essere cani che temono:

  • applausi
  • rumore dei tuoni in casa (ma non fuori o viceversa)
  • fuochi d’artificio (associato anche all’odore che i fuochi provocano, che sentono i cani e non noi)
  • le persone con la barba
  • il rumore della pioggia ecc.

L’individuazione della fonte più ansiogena di un evento pauroso è probabilmente la parte più complessa, ma il riabilitatore ha i mezzi per riuscire a comprenderla e isolarla.

Secondo step: individuare lo stimolo controcondizionante

Anche in questo caso bisogna cercare lo stimolo più gradito al cane.

Non tutti i cani danno attenzione al cibo quando sono particolarmente spaventati, perché si paralizzano, per cui non in tutti i soggetti si può utilizzare il bocconcino.

Ecco perché è molto importante conoscere e stimolare il cane (nella vita quotidiana) in modo attivo ed efficace, con comportamenti che possano essere coerenti con il loro istinto.

I rinforzi positivi dovrebbero sfruttare istinti differentemente sviluppati nel cane a seconda della razza:

  • cibo: sfrutta l’istinto di sopravvivenza (tipico soprattutto delle razze lupoidi Pastore tedesco o Pastore Belga e dei cani da caccia, come il Pointer o Setter)
  • pallina: sfrutta l’istinto predatorio (tipico soprattutto di molossoidi come il Mastino o il Mastiff e cani da riporto come il Golden Retriver o il Flat Coated)
  • gioco del tira e molla: istinto di competizione (tipico soprattutto di molossoidi come il Bull Terrier o Cane Corso e cani da presa come il Dogo Argentino o il Fila Brasilero)
  • carezze e voce di lode: necessità di contatto (tipico soprattutto delle razze da compagnia Maltese o Yorkshire ad esempio e di alcuni molossoidi)
jack russel tira e molla

Jack Russel che gioca al tira e molla

Terzo step: individuare l’intensità e distanza che scatena la maggior o minor reazione

Anche qui il riabilitatore andrà a valutare a che distanza il cane non ha alcun tipo di reazione e si partirà da quella distanza massima.

Quindi, a questo punto si parte.

Ad esempio: abbiamo individuato nel cane la paura massima nel rumore della moto (ma può essere il fuoco d’artificio o altro) che si muove che è massimo a 10 metri di distanza dal cane, ed è minimo a 50 metri di distanza.

Con motociclista compiacente (oppure con cd o altri dispositivi riproducenti lo stimolo), il rieducatore con il proprietario e il cane si porranno a 50 metri di distanza.

Facendo partire la moto il cane rimane indifferente, il rieducatore da il premio.

Ripeto l’esercizio alla stessa distanza per ancora qualche volta e in quel giorno non facciamo altro.

La sessione successiva, ripetiamo l’esercizio da 50 metri e, se l’esercizio è ancora positivo, possiamo spostarci di qualche metro (45 metri) e si ripete l’esercizio.

Se il cane continua ad essere indifferente, si da il premio, ma se il cane fa anche solo un cenno di fastidio, NON SI DÀ ALCUN PREMIO e si ritorna a 50 metri.

Si procede così fino ad arrivare ad una distanza che non dovrà mai essere la stessa della massima intensità di stimolo.

Sarà, inoltre, fondamentale ricordare di terminare ogni sessione di esercizio con un buon esito della prova.

Il tempo impiegato ad arrivare a riavvicinarsi può essere molto lungo, da settimane fino a mesi.
La durata della riabilitazione dipende da diversi fattori:

  • da quanto tempo dura la fobia
  • che intensità di problema si ha
  • l’età del cane (maggiore è l’età, più tempo sarà necessario)
  • la capacità del riabilitatore di individuare tutte le componenti e reagire di conseguenza

Ovviamente non è semplice e anzi, è molto pericoloso affrontarlo in autonomia e con il fai da te, perché se si sbaglia il momento di dare un premio, si rischia di provocare un rafforzamento della fobia e non certo di eliminarla.

Inoltre, è molto importante avere grande attenzione nelle risposte del cane anche durante gli eventi su cui si è lavorato (durante un temporale reale ecc).

Se il cane dovesse tornare ad essere più timoroso del normale (rispetto agli esercizi fatti) si dovrà ricominciare con la rieducazione.

Cosa si può utilizzare per mimare i rumori? esempi

  • rumori provocati dallo sparo: si può usare una scacciacani
  • fuochi d’artificio: i piccoli petardi (per poi crescere in intensità)
  • temporale: video o cd che ne riproducano il suono ecc.

Il limite di questi dispositivi è che, soprattutto nel caso del temporale, questi non riusciranno mai a mimare le modificazioni atmosferiche che si creano durante il temporale:

  • campi elettromagnetici particolarmente violenti
  • vento 
  • movimento degli alberi 
  • pioggia che batte sul tetto o infissi e finestre ecc ecc.

Ecco perché è possibile che, alla fine del percorso, al momento dell’arrivo del temporale non si riesca ad ottenere lo stesso effetto di indifferenza che durante l’esercitazione.

In conclusione è importante quindi dire che: in caso di paure e situazioni fobiche non bisogna lasciar passare il tempo (che spesso aggrava il sintomo più che risolverlo) soprattutto se, durante gli eventi stressogeni, non ci si comporta in modo corretto.

Sarà inoltre fondamentale affidarsi a personale altamente qualificato da ricercare, magari, insieme al proprio medico veterinario che si affidi a specialista in comportamento, coadiuvato da istruttori comportamentisti o altri specialisti del comportamento.

Si ringrazia la Dott.ssa Daniela Miniggio (Caninamente.it) per la preziosa e importante collaborazione.

Fonte Rieducazione del cane e controcondizionamento

I seminari Dog's Health: Desensibilizzare il cane alla paura di botti e temporali.

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Medico Veterinario Silvia Bonasegale Camnasio