parvovirosi cane

Parvovirosi nel cane: vaccino, decorso e guarigione

Cos’è la Parvovirosi?

La parvovirosi canina è una malattia altamente contagiosa, responsabile di una grave gastroenterite provocata da un virus il CPV2.

Il virus della parvovirosi canina è stato isolato per la prima volta in America nel 1970, il ceppo originale è oggi ormai quasi del tutto scomparso in quanto è stato sostituito dalle sue varianti CPV2a CPV2b CVP2c. La sierovariante CPV2c è stata isolata la prima volta negli anni 2000 in Puglia e rappresenta attualmente quella più diffusa nel nostro paese.

A differenza del ceppo originale, le varianti hanno acquisito maggiore virulenza e la capacità di replicare nel gatto.

Il CPV2 è un virus altamente resistente nell’ambiente.
Può sopravvivere anche un anno, in quanto resistente alle temperature (resta stabile per diverse ore a 56 gradi) e alla maggior parte dei disinfettanti in commercio, l’unico efficace è l’IPOCLORITO DI SODIO (la comune candeggina).

È un virus dotato di alta affinità per le cellule in rapida divisione. Ecco perché

  • miocardio
  • intestino
  • midollo osseo
  • tessuto linfatico

sono i suoi organi target.

Come avviene la trasmissione del Parvovirus?

L’infezione da Parvovirus colpisce soprattutto cuccioli tra i 2 e i 6 mesi di vita.

Tuttavia può colpire anche soggetti più grandi se non regolarmente vaccinati e gli anziani.

I cani infetti rilasciano il virus nell’ambiente attraverso secreti ed escreti: le feci rappresentano la fonte principale di virus.
Basti pensare che 1 grammo di feci contengono 1 milione di dosi infette.

La trasmissione avviene per via oro-fecale.
Il virus replica nei linfonodi faringei e si distribuisce nei distretti linfatici e, a seguito dell’insorgenza di una viremia (distribuzione del virus in circolo), si diffondono agli organi target:

  • Miocardio: se il cucciolo ha meno di 2 4 settimane, in questa fase le cellule cardiache sono in rapida replicazione
  • Intestino tenue: il virus è in seguito rilasciato nell’ambiente 3 4 giorni dopo l’infezione, a volte anche prima che ci sia la comparsa di segni clinici.

L’escrezione si protrae per circa 30 giorni dopo l’infezione.

L’incubazione è di 4-5 giorni.
Inoltre, al 7° giorno dall’inizio dell’infezione compaiono i primi anticorpi.

La trasmissione può avvenire anche per via transplacentare, pertanto se una cagna non vaccinata si infetta nel periodo della gravidanza il virus sarà in grado di superare la barriera placentare e infettare i feti.

Cosa Provoca la parvovirosi canina?

A seconda dell’organo che colpisce può provocare diverse forme.

Forma Cardiaca: tipica dell’infezione transplacentare e dell’infezione precoce (2 4 settimane di vita) è caratterizzata dalla comparsa di una miocardite acuta che nella maggior parte dei casi ha esito fatale.

Forma classica o gastroenterica. Questa è caratterizzata da:

  • abbattimento
  • anoressia
  • diarrea acquosa che in alcuni casi può divenire emorragica
  • vomito
  • febbre
  • grave disidratazione
  • alterazioni elettrolitiche e biochimiche che possono causare la comparsa di
  • sintomatologia neurologica (crisi epilettiche per ipoglicemia).
Gastroenterite, diarrea, parvovirus cane

Cane debole: gastroenterite, diarrea, parvovirus

Cosa faccio se il mio cucciolo ha la dissenteria?

Quando un cucciolo presenta dissenteria occorre sempre allarmarsi, soprattutto se la dissenteria dura da diverse ore, in quanto vanno velocemente in contro a disidratazione e ipoglicemia.

La comparsa di diarrea nel cucciolo è un fenomeno comune a numerosi disturbi (turbe enteriche dello svezzamento, parassitosi, infezioni batteriche, ingestione di corpi estranei e occlusioni intestinali, altre patologie virali, ecc. ..) tuttavia occorre escludere che si tratti di parvovirosi e accertarsi delle condizioni cliniche recandosi dal veterinario.

Quando un cucciolo ha la diarrea occorre prestare attenzione a quando ci si reca in visita, per ridurre al minimo la diffusione della parvovirosi:

  • Entrate in clinica o in ambulatorio tenendo il vostro cucciolo in braccio
  • Evitate che altre persone o altri animali si avvicinino al cucciolo
  • Evitate il più possibile di toccare gli oggetti nella sala d’aspetto.

Il comportamento migliore da tenere è quello di avvisare la struttura e lasciare il cucciolo in macchina in modo che i primi accertamenti vengano fatti fuori dalla struttura.

Cosa farà il veterinario?

parvovirosi cane: decorso e guarigione

Ricovero e trattamento veterinario

Tutti i cuccioli con dissenteria dovrebbero per precauzione essere sottoposti al test rapido (risultato in 8 minuti) per Parvovirosi prima di essere accettati in clinica.

Il Test non è altro che un tampone che ricerca la presenza del virus nelle feci, presenta una SPECIFICITA’ del 100% ma una sensibilità variabile in quanto possono esserci sia falsi positivi che negativi:

  • Positivo: paziente in cui è stato rilevato il virus nelle feci; tuttavia questo risultato può essere dovuto al fatto che il cucciolo è stato vaccinato 2-3 settimane prima dell’esecuzione del test in quanto i vaccini che vengono utilizzati sono vivi attenuati e permettono al virus vaccinale di replicarsi nell’intestino ed essere eliminato in piccola parte nelle feci.
    Questo potrebbe essere un grosso problema in quanto, essendo la parvovirosi un vizio redibitorio, occorre sapere se l’animale è veramente infetto.
    Fortunatamente dall’anno scorso è possibile eseguire un esame PCR con sonde particolari (MGB) che permettono di distinguere il virus di campo da quello vaccinale.
  • Negativo: paziente in cui non è stato rilevato il virus nelle feci; tuttavia, nelle fasi iniziali della malattia e nelle fasi più avanzate (dopo 7 gg dall’infezione) la quota di virus nelle feci può essere troppo bassa per essere rilevata dal test.

I pazienti negativi in cui, a causa delle alterazioni alla visita clinica e degli esami, rimane alto il sospetto di parvovirosi dovrebbero essere trattenuti per monitoraggio e per eseguire un nuovo test dopo 24-48 ore oppure essere sottoposti alla ricerca virale con PCR (Gold standard che rileva la presenza del virus nelle feci anche 6 settimane dopo l’infezione).

Mentre si attende il risultato del test viene eseguita la visita clinica e vengono eseguiti esami del sangue.

Alla visita clinica i cuccioli con la parvovirosi appaiono solitamente:

  • abbattuti
  • con mucose pallide
  • fastidio alla palpazione dell’addome
  • ipertermici o ipotermici
  • a seconda della gravità della disidratazione, possono mostrare alterazioni emodinamiche (ipotensione e tachicardia).

A seguito dei continui episodi di vomito e dissenteria si assiste anche alla diminuzione del potassio, sintomo che potrebbe avere ripercussioni cardiache e muscolari.

Una volta accertata la positività alla parvovirosi il cucciolo verrà ricoverato in ISOLAMENTO.
Questo è importante per due aspetti.

  • La parvovirosi è altamente contagiosa e pertanto devono essere limitati i contatti con il personale, i proprietari e gli altri ricoverati dell’ospedale.
  • I cuccioli con la parvovirosi sono immunodepressi, pertanto devono essere protetti da altre infezioni, soprattutto batteriche.

Occorre precisare che senza un ricovero e senza un’assistenza adeguata il 91% dei cuccioli muore, dato che sottolinea la gravità di questa patologia.
Nono esiste una cura diretta: il ricovero supporta il cucciolo per aiutarlo a vincere la sua battaglia contro questo virus.

Al momento del ricovero, se stabili, i cuccioli vengono lavati con una soluzione di candeggina 1:32 per ridurre la carica virale che portano sul mantello, in seguito viene applicato l’accesso venoso, attraverso il quale si somministrerà la fluidoterapia e le terapie di supporto (gastro-protettori, anti-emetici, pro-cinetici, antidolorifici, antibiotici, fermenti lattici, ecc. ).

La durata del ricovero è variabile, tuttavia la patologia ha un andamento abbastanza standard per cui cuccioli che superano il 4°- 5° giorno di ricovero recuperano solitamente nel giro di una settimana.

Con un trattamento appropriato, il 68-92% dei cuccioli sopravvive.

Occorre precisare che il ricovero di un paziente con Parvovirosi è molto oneroso, in quanto richiede:

  • reparto dedicato
  • monitoraggio intensivo dei parametri vitali
  • utilizzo di materiale dedicato che verrà eliminato al momento della dimissione.

Le dimissioni avvengono quando il cucciolo ha ripreso, almeno in parte, ad alimentarsi autonomamente e le feci non si presentano più acquose ma poltacee.

Quando potrà uscire il cucciolo una volta dimesso?

Come detto in precedenza il virus, seppur in piccola quantità, verrà eliminato fino al 30° giorni post infezione nell’ambiente, pertanto per tutelare la salute degli altri cani, post ricovero dovrà attendere ancora qualche settimana prima di venire a contatto con altri cani (soprattutto cuccioli).

Inoltre, occorre precisare, che seppur protetti per un lungo periodo (a volte per tutta la vita) nei confronti della parvovirosi questi pazienti non hanno ancora completato le vaccinazioni nei confronti delle altre patologie infettive (cimurro, adenovirus, parainfluenza e leptospirosi).

In questo periodo di vita la socializzazione è importante ma è altrettanto importante che avvenga in posti sicuri e con cani la cui storia vaccinale sia nota.

Quando possiamo rivaccinarlo?

Dopo la dimissione vengono eseguiti 1 o 2 controlli clinici per valutare, tramite l’emogramma, la ripresa dell’attività del midollo osseo; solitamente 1 mese dopo la comparsa dei sintomi, se il cucciolo sta bene si può riprendere il piano vaccinale.

La parvovirosi lascerà degli effetti a lungo termine?

In uno studio recente del 2019 eseguito su numerosi pazienti che hanno superato la parvovirosi è stata dimostrata un’importante correlazione tra problemi gastroenterici cronici e questi pazienti.
I problemi gastro enterici sono soprattutto correlati ad allergie e intolleranze alimentari.
Le cause sono da ricercare nel virus stesso che, distruggendo le cripte intestinali e la barriera intestinale permette la traslocazione batterica e riduce la tolleranza dell’intestino alle molecole introdotte per via orale, sia nell’utilizzo precoce di ANTIBIOTICI che alterano, nel breve e nel lungo termine, il microbiota intestinale.

Come possiamo difenderci dalla Parvovirosi?

Nei confronti diretti del virus abbiamo poche armi, sicuramente:

  • le buone norme igieniche quali raccogliere le deiezioni (non solo per evitare la diffusione della parvovirosi ma anche la diffusione di altre patologie),
  • evitare di portare i cuccioli in zone frequentate da cani di cui non conosciamo la storia vaccinale
  • soprattutto nel caso in cui venisse diagnosticata la parvovirosi al proprio cane informare i proprietari dei cani con cui si è stati a contatto.

Quando viene diagnosticata la parvovirosi è molto importante ripulire accuratamente le zone in cui il cane è stato.

  • Rimuovere le deiezioni con uno sgrassatore
  • rimuovere tutti i residui biologici
  • pulire con una soluzione di candeggina 1:32, lasciandola agire per almeno 20 minuti
  • risciacquare.
  • Ciotole, coperte e giocattoli devono avere lo stresso trattamento.

Il parvovirus può restare nell’ambiente fino a un anno, motivo per cui prendere un altro cucciolo dopo la morte di una cane per parvovirosi può essere molto pericoloso e psicologicamente doloroso.

La Vaccinazione per la parovirosi

vaccino parvovirosi canina cucciolo

Vaccinazione del cucciolo

L’arma più potente che abbiamo per prevenire la parvovirosi è la VACCINAZIONE, cioè si inietta in modo sicuro l’agente patogeno (vivo attenuato o spento) al fine di sviluppare una risposta immunitaria da parte dell’organismo che proteggerà il soggetto dal patogeno reale.

Ma facciamo qualche passo indietro per comprendere questo meccanismo complesso.
La cagna trasmette gli anticorpi alla prole, attraverso la placenta (una piccolissima parte) e dopo la nascita nelle prime ore di vita attraverso il colostro. Questi proteggeranno il cucciolo nelle prime 5 settimane di vita.
Intorno alla 6° -8° settimana, il numero degli anticorpi materni inizierà a diminuire, motivo per cui questo periodo corrisponde con la prima vaccinazione.

Tuttavia non è possibile stabilire quando la quota di anticorpi materni inizierà a diminuire.
Finché presenti, gli anticorpi materni continueranno a neutralizzare il virus vaccinale rendendo necessario richiamale la vaccinazione ogni 2/4 settimane, fino alla 16° settimana e ripetendo l’ultima vaccinazione a 6/12 mesi di età, periodo in cui si conclude, secondo LE LINEE GUIDA WSAVA il piano vaccinale del cucciolo.
Il momento di crollo degli anticorpi materni è individuale e varia anche per i cuccioli della stessa cucciolata, ma seguendo le linee guida sopra riportate si protegge tutto il periodo di rischio.
Nel caso in cui non si volesse sottoporre il cucciolo al richiamo del 6 12 mese di vita è possibile eseguire, tramite Kit ambulatoriali, il TITOLO ANTICORPALE per valutare se il cucciolo è protetto o no, in quest’ultimo caso si renderà necessario sottoporlo anche all’ultima vaccinazione.

Nei cani adulti l’utilizzo del titolo anticorpale trova maggior impiego, in quanto, sempre seguendo le linee guida WSAVA, non c’è alcun vantaggio nel sovra vaccinare i pazienti.

Ma se il vaccino è così efficace, perché alcuni cani si ammalano?

La prima causa di insuccesso vaccinale sono gli anticorpi materni, la loro presenza neutralizza il virus vaccinale, tuttavia se seguiamo le linee guida sopra riportate e facciamo coincidere l’ultima vaccinazione a 16 settimane o più gli anticorpi materni saranno scesi ad un livello tale da permettere l’immunizzazione attiva nella maggior parte dei cuccioli.

La seconda causa è il vaccino stesso:

è fondamentale che per la conservazione, la preparazione e la somministrazione vengano seguite le indicazioni della ditta produttrice.

Che il vaccino venga somministrato da un medico veterinario in quanto solo quest’ ultimo potrà stabilire se il cucciolo è nelle condizioni di rispondere adeguatamente alla somministrazione.

Infine la composizione del vaccino.
Quelli attualmente in commercio contengono il ceppo originale (alcuni contengono anche CPV2b)che al momento è stata completamente sostituita dalle sue sierovarianti.
Questo potrebbe portare a dei dubbi sull’efficacia del vaccino. Tuttavia è stato dimostrato (in uno studio del 2019 Rota, Dogliero e Mascero) che una corretta profilassi vaccinale protegge i cuccioli anche dalle sierovarianti.

La terza causa è il sistema immunitario: i soggetti low responder.
L’inefficacia del vaccino in alcuni soggetti può essere dovuto ad alterazioni genetiche che non permettono un’adeguata risposta allo stesso.
Questi soggetti (così come i pazienti malati o allergici) devono essere protetti dalla collettività ecco perché il vaccino è una responsabilità.

Più animali sono vaccinati, più si riduce la possibilità di diffusione delle malattie infettive.

La quarta causa rappresenta l’infinito dilemma tra veterinari ed educatori/comportamentalisti, cioè la SOCIALIZZAZIONE…

Ancora oggi molti miei colleghi, e ammetto anche io fino a qualche hanno fa, vietavo ai proprietari di portare i cuccioli a spasso prima della fine del protocollo vaccinale.

Questo è un errore gravissimo.

Il periodo di socializzazione avviene nelle prime 12- 16 settimane di vita.
Durante questo periodo il cucciolo deve avere più contatti e stimoli possibili per evitare che possa avere paura o diventi un cane aggressivo, tuttavia questo periodo coincide con la maggior possibilità di contrarre malattie infettive come fare allora??

  • Evitare di portare il cucciolo in zone ad alta frequentazione di cani (parchi pubblici, aree di sgambamento cani)
  • Evitare le zone di campagna, vicino a fattorie
  • Evitare luoghi urbani molto affollati
  • favorire la socializzazione attraverso l’iscrizione a campi di addestramento seri (che valutino il piano vaccinale di tutti partecipanti, che i cuccioli abbiano tutti più o meno la stessa età, che sia eseguito in spazi facilmente igienizzabili)
  • favorendo la socializzazione con altre persone o cani della famiglia
  • facendo vivere loro più esperienze possibili ma in tutta sicurezza (perché non un bel giretto in macchina anche se piccolo? O farlo stare con un cane più grande?)

 

Fonti:

  • Sierological survey of CPV2 antibody titers in northen Italy Rota, Dogliero, Mascero 2019
  • Diagnostic approch in CPV infection in vaccinate e non vaccinate dog. 2019
  • Indicazioni diagnostiche parvivirosi My lav E Laboratorio San Marco.
  • Long term effects of Cpv2 in dog. 2018
  • Linee guida per la vaccinazione del cane e del gatto WSAVA 2017
  • Management of the patient with canine parvovirus enteritis. 2015
  • Diagnostic performance of a rapid in clinic test for the detection of Canine Parvovirus under different storage conditions and vaccination status. M.C. Kantere 2015
  • Influence of clinical and laboratory variables on fecal antigen ELISA result in dogs with canine parvovirus infection. A.L.Proksh S.Unterer 2015
  • Canine Parvovirus post-vaccination shedding: interference with diagnostic assay and correlation with host immune status. N. Decaro C. Buonavoglia 2017
  • Are vaccine strain, type or administration protocol risk factors for canine parvovirus vaccine failure? K.D.Altam M. Kelman 2017
  • Le varianti antigeniche del parvovirus del cane tipo 2 tra presente e futuro della profilassi vaccinale. De Palo P., Decaro N. , Buonavoglia C. 2008
  • Gastro enterite nel cucciolo dopo la vaccinazione per la parvovirosi del cane: un dilemma diagnostico. N. Decaro, C. Buonavoglia, G. Elia 2007

I seminari Dog's Health: Parvovirosi, come difendere il nostro cane.

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oriani.silvia@gmail.com

Medico veterinario esperto in malattie infettive